Travel is a means to an end: Home”.

Si è sentita spesso questa frase, magari ricevendola in messaggio da una persona importante, e chi l’ha sperimentata sulla sua pelle ne sa riconoscere la profonda verità. L’ultimo album di Fabrizio Lavoro, in arte Nikki (musicista, autore e voce di Tropical Pizza su Radio Deejay), è proprio un viaggio condiviso verso casa, dal titolo La Superluna di Drone Kong.

Il disco, uscito il 31 ottobre, è composto da sette brani dal sound caldamente rock che compongono il diario di viaggio (significato di Nikki  in giapponese) in un anno 2040, che è frutto amaro dell’attuale vita nel mondo occidentale.

Nikki parte con la sua Bicicletta Intergalattica e il tipico atteggiamento del pellegrino. Amplia la sua comfort zone e questo gli permette di vivere controcorrente per un fine alto e universale: salvare l’umanità. Quando viaggiamo, ci capita di osservare quello che abbiamo intorno e, nella mente, affiorano domande che notiamo solo lì, come se fosse giunto il giusto tempo e spazio per conoscerle. Il motivo del viaggio viene fuori in Futuro Ascetico: non si sente più la vita che fa ardere e bagnare l’animo collettivo, ma solo paura che porta all’immobilismo di massa. Tale paura è il motore immobile. Drugs, Rock’n’Roll & Sex è un’istantanea del passato che mette in luce il bisogno di un’appartenenza collettiva, anche attraverso l’eccesso. Oggigiorno viviamo un’appartenenza allo stress. Uno stress dovuto ai tanti Acronimi di strumenti quotidiani (materiali, spirituali e psicotropi) di cui abusiamo, privandoci così della libertà, declinata nelle sue diverse forme, che l’uso di quei beni dovrebbe offrirci, e alimentandone piuttosto il potere di renderci schiavi.

Quando Arriva la Notte, per curare queste ferite, per vibrare accanto all’altro cosa puoi fare? Niente, dato che l’(ab)uso ti spinge a “bruciare le ferite” di notte e a preferire la compagnia di “vampiri e zombie che non ti vedono”, alla vita che non vivi. Nikki, traccia dopo traccia, osserva tutto questo per andare oltre.

Acidalia è deserto, pausa contemplativa, atto di onestà intellettuale, con un’eco universale: lascia aperta la porta, vivi, vai oltre portando la tua attenzione sulla visione oltre che sulla visuale. Si torna a casa e, con i compagni di vita, si va a I Concerti, capaci di riportare tante individualità sconnesse all’unità, l’umanità a un singolo essere. O meglio, sarebbe così se non fossimo dietro uno schermo anche durante un concerto.  

Tutta l’energia che pervade il disco sublima fino a restituire fedelmente il gusto forte del live. Sento ancora, pezzo dopo pezzo, i brividi del Tropical Pizza Live, evento che nel 2018 ha catturato Bologna in occasione del Party Like a Deejay, la festa di compleanno di Radio Deejay. L’intero disco trasuda sound Rock, esaltandone la tradizione e valorizzando quelle sue sacre pause compositive che vengono a galla come bolle di ossigeno in un mondo catalizzato dalla frenesia, come quello che La Superluna di Drone Kong ci descrive. Il risultato?

Si viaggia accanto a Nikki, con il suo passo, fino a ritrovare casa. “Travel is a means to an end: Home”.

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